DesignTrasparente? Una parola d’ordine per Emiliano Brinci (Interviste Esclusive)

DesignTrasparente? Una parola d’ordine per Emiliano Brinci (Interviste Esclusive)

Posted on 11. Feb, 2010 by Gio in Design, interviste esclusive

Parlare di design, per molti, significa parlare di astruse composizioni avanguardistiche, incomprensibili ma di intenso effetto scenico. Altri, invece, pur intendendosene, ammettono l’elevato costo di alcuni oggetti di altissimo pregio ed elegante linea.

C’è poi la scuola di Emiliano Brinci, industrial design , dalle sue parole sul blog Designtrasparente, “specializzato nell’exhibition e nella grafica 3D“. Lavora a tu per tu con Francesca Soluzioni, con cui ha iniziato il progetto che ha dato poi il nome all’atelier.

Lascio a lui la parola per spiegare chi è e cosa fa, comincia così:

Sono alto, parecchio belloccio, simpatico e passo la maggior parte delle mie giornate ad osservare e a pormi domande”, mi dice.

-Come sei diventato un industrial design, quale è stata la tua formazione, e come prosegue anche adesso che sei un professionista?

Emiliano: Ho studiato, ovviamente! Appena mollati i banchi ho iniziato a fare  esperienza come interior designer presso alcuni professionisti di Roma. Poi alcune fortuite coincidenze mi hanno fatto approdare al mondo dell’exhibition,che non ho più abbandonato! Questo mondo velocissimo e temporaneo mi ha dato la possibilità di sperimentare,imparare ,esplorare. Mi ha permesso di entrare in contatto con le molte maestranze che gravitano intorno alla realizzazione di un allestimento temporaneo. Fabbri,falegnami, grafici, squadre di montaggio. Ho potuto toccare con mano quanto lavoro c’è dietro ad un segno che viene tracciato su un foglio di carta. Tutte informazioni che nessun libro insegna. La classica formazione che in termini “tecnici” di definisce “sul campo”. La mia continua voglia di esplorare e sperimentare mi ha portato, nel 2004, a dar vita insieme a Francesca al progetto DesignTrasparente, nato dall’esigenza di unire le nostre due menti curiose in un progetto comune. Io progettavo stand per un società di Roma, Francesca aveva aperto da poco un laboratorio per la lavorazione delle materie plastiche. Due percorsi progettuali diversi, ma con molti punti in comune. Il nostro incontro è stato fondamentale per iniziare il lavoro di ricerca e sperimentazione applicato al design di complementi d’arredo in metacrilato. Lavoro che ha portato alla realizzazione di una linea che è in vendita ormai da un anno. Parlando di aggiornamenti e formazione, in questo momento sto seguendo un master al politecnico di Milano in Temporary Space & Exhibition Design che sta arricchendo le mie conoscenze nella progettazione di punti vendita e  spazi espositivi innovativi, un ambito progettuale di crescente importanza.

-Il tuo atelier, che condividi con Francesca Soluzioni, si chiama Design trasparente: solo un etichetta o una filosofia di vita ( e professionale)?

Emiliano: Il nome ed il progetto DesignTrasparente ha origine dal nostro modo di approcciare alla vita e come hai ben definito tu non è un semplice sostantivo ma è un Life Style per noi. Per questo motivo l’atelier, il blog e la linea di design da noi prodotta hanno tutti il medesimo nome. Due parole per definire tutto. Design: che racchiude in sé tutta l’essenza del nostro lavoro e la nostra creatività. Trasparente: che si lascia cogliere facilmente, in modo evidente. Amiamo definirci fautori dell’ ”utile e snello”, ogni nostro progetto, comunicazione, rapporto di collaborazione segue questo concetto. Gli oggetti che pensiamo e progettiamo si compongono di forme semplici e funzionali che in fase di produzione si traducono in ottimizzazione del materiale e delle tempistiche di lavorazione.

- Come si è trasformato il lavoro del designer in questi anni di mutamento tecnologico?

Emiliano: Ma secondo me non è cambiato il modo di essere designer, più che altro sono cambiati gli scenari d’azione. Ci sono nuovi bisogni, nuovi valori culturali,nuovi valori simbolici,nuovi contesti d’uso. Il designer fondamentalmente è rimasto un esploratore, un osservatore, una persona che è attento a tutti questi cambiamenti e cerca di dare la sua personale soluzione a queste nuove esigenze.

-Tu e Francesca amate definirvi anche artigiani: la tradizione ha ancora un valore nei vostri lavori?

Emiliano: Noi siamo Artigiani/Designer tutto attaccato! Artigiano non inteso semplicemente come una figura con abilità tecnica e manuale, ma colui che persegue per sé e per la propria personale soddisfazione, la ricerca dell’opera quasi perfetta, del buon lavoro fatto con arte, intelligenza, sapienza manuale e conoscenza, che va contro la mediocrità e il “basta che sia fatto”. Artigiani/Designer perché quando progettiamo lo facciamo con la mente legata alla mano, che significa avere il controllo delle nostre azioni nel corso della fase creativa per una sicura qualità del prodotto finale.

-Cosa consiglieresti a tutti quei giovani che vogliono intraprendere la tua carriera? Credi che il tuo sia un ambito aperto al mercato del lavoro, o piuttosto sia chiuso e destinato a pochi eletti?

Emiliano: Devo essere sincero, il panorama che abbiamo davanti noi giovani e sconosciuti designer non è dei più rosei, ma bisogna essere ottimisti e motivati. Non puntare alla grandi aziende, che non hanno ne tempo ne voglia di investire nelle vostre nuove e brillanti idee, ma proporsi alle piccole e medie imprese, che poi sono quelle che formano il fitto tessuto aziendale italiano. Secondo me sono le più ricettive in questo particolare momento storico ed hanno bisogno del supporto di professionisti qualificati, per capire che è fondamentale l’innovazione e la ricerca per emergere in questo competitivo settore. Bisogna credere fortemente nelle proprio capacità, essere umili e rimboccarsi le maniche per andare avanti!

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Ecco altri due esempi di ciò che potrete trovare sul sito di Emiliano e Francesca e nel loro atelier: basta cliccare sulle foto o i link nell’intervista per entrare nel mondo di design trasparente!


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*Foto di copertina: il banner del blog di Design trasparente.

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