Scrivere è sexy: Cristiana Formetta ci dice perché. (Interviste esclusive)

Scrivere è sexy: Cristiana Formetta ci dice perché. (Interviste esclusive)

Posted on 08. Feb, 2010 by Gio in interviste esclusive, sesso

La grande fortuna del giornalista è la possibilità di incontrare direttamente le persone da intervistare, parlarci, leggere  espressioni e idee direttamente dal loro viso, evitare gli equivoci che si frappongono, invece, nelle distanze.

Con Cristiana Formetta non ho avuto questa fortuna, ma riesco ugualmente a porle qualche domanda sulla sue esperienza di scrittrice, così come già fatto per Aura Conte, Mauro Saracino, Fabio Geda e Davide Nonino.

Senza il faccia a faccia, ho solo una foto (e un po’ di status Facebook/Twitter, e il blog) a farmi raccontare che tipo di donna è: non credo di sbagliare quando dico che è una tosta. Cristiana scrive di eros e sonda l’animo umano alla ricerca di quelle perversioni di cui tutti siamo capaci. Sin dalle origini della sua carriera (con racconti e pubblicazioni in Italia e in America) fino al suo Fetish Sex (Ed. L’orecchio di Van Gogh) e alla collaborazione con Cooletto, Cristiana ha cercato di capire chi siamo ascoltando il fruscìo di lenzuola e leggendo tra le righe di quanto avviene a letto.

Nel mezzo, un mucchio di altri interessi.

BlogPosh: Cristiana, sei una scrittrice, una blogger, ti interessi di attualità, cultura, politica e, ovviamente, di eros. C’è qualcosa di te che ancora non sappiamo?

Cristiana: Qualcosa di sconvolgente, cioè che nel profondo io sono una “nerd” cioè un’appassionata di tecnologia, computer, software, e chi più ne ha più ne metta. Insomma scrivo romanzi erotici e sfoglio riviste come Wired. E naturalmente penso che i geeks siano molto più sexy dei calciatori.

BlogPosh: La tua ultima creatura è “Fetish Sex”, una raccolta di racconti erotici: come hai partorito l’idea e come mai hai usato la formula dei racconti?

Cristiana: L’idea di “Fetish Sex“  era quello di creare uno “spaccato” dei vizi privati della società contemporanea, dei suoi feticismi, soprattutto sessuali, e la forma breve mi è sembrata la più adatta a questo scopo. Il libro è come un piccolo albergo a ore, dove ogni racconto rappresenta una porta chiusa. La lettura, è la chiave che permette di aprire tutte quelle porte, una dopo l’altra, e di sbirciare all’interno dei segreti della cosiddetta “gente perbene”. E così di colpo ci troviamo davanti a tante piccole trasgressioni, più o meno innocenti, che vanno dai travestimenti al sadomasochismo, dallo spanking (le sculacciate erotiche) al bondage.

BlogPosh: Hai avuto la possibilità di pubblicare in America. Come sono visti oltreoceano questi lati del sesso e del piacere di cui parli, cosi’ politically-uncorrect in Italia?

Cristiana: Purtroppo non sono mai stata in America, ma ho molti amici inglesi, e ti posso assicurare che l’erotismo fetish, ma anche l’erotismo in generale, è vissuto in maniera molto più rilassata che qui in Italia. Soprattutto in Inghilterra la cultura fetish ha radici molto profonde, basti pensare che la definizione di feticismo nacque già nell’Inghilterra puritana del XIX secolo. All’epoca le nobildonne indossavano gonne lunghe fino a terra, per coprire le scandalose estremità dei piedi e delle caviglie, tanto che solo intravedere la punta di una scarpa, finiva per suscitare negli uomini un desiderio erotico. Si può dire che in Inghilterra l’ingresso del feticcio nella sfera sessuale è avvenuto in una maniera più graduale e certamente meno traumatica che qui da noi. Gli italiani, probabilmente, hanno bisogno di più tempo per accettare e capire questa mentalità.

BlogPosh: Parliamo un po’ di te: il tuo primissimo racconto erotico di cosa parlava? Come sei arrivata alla narrativa erotica?

Cristiana: Il mio primo racconto erotico si chiamava “Banchetto per camaleonti” e trattava di una piccola guerra privata tra un uomo e una donna, dove il campo di battaglia era proprio il letto. Volevo raccontare la storia di una passione a cui si cerca di resistere a tutti i costi, come se la passione fosse il nemico da combattere, un cannibale pronto a divorarci il corpo. L’erotismo si è insinuato nella narrazione quasi senza volerlo, e da quel racconto è nato il romanzo breve “La vita sessuale dei camaleonti” (2005, Coniglio Editore). Da quel momento, l’eros è diventato parte integrante della mia scrittura.

BlogPosh: Come ogni scrittore di genere, avrai anche tu un riferimento letterario, un libro di culto, un autore adorato: ce ne parli?

Cristiana: Sembra strano, ma il mio scrittore preferito non è un autore di narrativa erotica, bensì di noir. Ho sempre adorato Georges Simenon, i suoi libri (soprattutto Tre camere a Manhattan) e il suo stile nel tratteggiare i personaggi in una maniera così calzante, in sole poche righe. Spero di vivere abbastanza per leggere tutta la sua produzione, che è davvero sterminata.

BlogPosh: Gli italiani sono un popolo di bigotti, inutile negarlo: quelli che ti stanno vicino (ma non troppo vicini per conoscerti abbastanza), come vivono la tua esperienza di scrittrice erotica?

Cristiana: Forse appartengo alla ristretta casta dei fortunati, ma non ho mai ricevuto critiche o giudizi pesanti per quello che scrivo, nemmeno dai miei genitori. D’accordo, ci sono, e forse ci saranno sempre, molti preconcetti sulla scrittura erotica, soprattutto quella femminile, ma questo genere di narrativa oggi gode di un vasto consenso di pubblico e di critica, e io lo vedo come il segnale che qualcosa sta cambiando, e in meglio.

BlogPosh: Le donne che parlano di sesso in modo spinto, soprattutto se si tratta di fetish e altre pratiche poco canoniche, di solito destano paura negli uomini e invidia/competizione nelle donne: qual’è la tua esperienza?

Cristiana: A dire il vero, io destavo paura negli uomini e invidia nelle donne anche prima di mettermi a scrivere. Pensi che dovrei preoccuparmi?

BlogPosh: Come dicevo all’inizio, sei anche una blogger: scrivi per Cooletto e per un tuo sito personale, nel quale affronti non solo i lati più sexy e provocanti della scrittura ma anche temi caldi e scottanti dell’attualità: cosa ne pensi della situazione italiana di oggi, del costume e della società in cui siamo costretti a vivere?

Cristiana: Ti dirò, penso che sia molto triste che si siano sprecati giorni interi a discutere se Morgan debba partecipare a Sanremo oppure no, anziché chiedersi se sia giusto che il governo voglia ricominciare a costruire le centrali nucleari senza poter rassicurare gli italiani sulla sicurezza di tali impianti. Ma forse, ci meritiamo tutto.

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