Cosa ci ha lasciato Michael Jackson? Polemiche, ricordi, gossip e suicidi.

Cosa ci ha lasciato Michael Jackson? Polemiche, ricordi, gossip e suicidi.

Posted on 08. Jul, 2009 by Gio in Lifestyle

C’è gente che avrebbe pagato qualsiasi prezzo per essere alla commemorazione allo Staples Center di Los Angeles. Che si sarebbe fatta in quattro per esserci, così come la parata di star che gli ha reso omaggio ieri sera e di cui il nostrano Studio Aperto ha fatto uno speciale lungo una vita per ricordare quello che ormai tutti chiamano il Re del pop.

Michael Jackson re lo è stato per davvero, e di primati ne ha battuti molti. Dischi venduti, successi, scandali, trasformazioni.

Ne hanno parlato tutti, e la scia si propagherà ancora a lungo. Spuntano come funghi video amatoriali di vecchie stagioni gloriose in cui Jakcson conservava ancora intatte tutte le parti del suo viso; in cui evidentemente non si nutriva solo di pillole; in cui la minaccia della condanna per pedofilia era stata accantonata per lasciar spazio a tempi migliori.

Ora, le televisioni di tutto il mondo, rilanciano immagini vecchie e nuove del suo Moonwalk, di fan in deliquio che, se non decidono di ammazzarsi in onore del Re, si mettono a ballare davanti alle sue finestre, lanciano sguardi disperati alle sue foto, spendono milioni di dollari per presenziare allo show-commemorazione.

Pochi ci avranno fatto caso, ma di interviste a Michael Jackson ce ne sono poche. Sin dal giorno della sua morte improvvisa (Infarto? Omicidio? Overdose di farmaci?) le tv mondiali hanno lanciato musica e canzoni che, un tempo, avevano fatto la sua fortuna. Di parole, lui, ne aveva dette poche alle telecamere.

Ora, pare che dietro di sè, abbia lasciato un marasma incolmabile. Di debiti, forse ripagabili con i cento inediti multi-miliardari custoditi dalla famiglia; di problemi, come quello lanciato dall’ex moglie Debora Rowe, che ha ammesso in un’intervista del 2 Luglio scorso alla Nbc che i figli Prince Michael e Paris non sarebbero del cantante; di questioni aperte, per quanto riguarda la sua personalità controversa, le sue scelte di vita, il cambio del colore della pelle (”Era malato di vitiligine“, ha detto ieri ufficialmente il suo dermatologo), il figlio penzolante dal balcone a favor di telecamera, i bambini forse molestati o forse no, i trentacinque mila euro mensili spesi in medicinali negli ultimi tempi.


Cosa resta di questo divo del pop, grande escluso dalle cronache degli ultimi anni, ritornato alla ribalta con questa morte poco scenografica, ma dallo strascico lungo e denso di polemica?

Cosa resta dei fan in delirio, della follia suicida che li ha spinti a seguirlo, della famiglia che ora combatte a suon di testamento e di tutto questo gossip retroattivo che lo lancia direttamente nell’olimpo dei miti?

E quanto tempo dovrà passare prima che un’inchiesta sveli che in realtà il re del pop è ancora vivo, si, che se la spassa con Marilyn, James Dean e la nostrana Moana Pozzi?

Forse, il fantasma avvistato nei giorni scorsi a Neverland, non è un triste surrogato in spirito del cantante morto, ma proprio lui in carne (poca) e ossa, vivo e vegeto, un po’ frollato, con la personalità complessa, tanto diverso da quel ragazzino che aveva cominciato la carriera con i suoi fratelli e piano piano li aveva abbandonati, per diventare il più grande e il più maledetto.

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